In questa pagina raccoglieremo testimonianze, problemi e suggerimenti relativi alla sperimentazione della PirateBox in vari contesti scolastici. L'iniziativa è stata lanciata e documentata nell'ambito delle attività del Laboratorio Online Permanente di Tecnologie Internet per la Scuola - #loptis. Questa pagina funzionerà come diario dell'iniziativa.

Chi preferisce, può riportare le proprie testimonianze in un commento ad un post qualsiasi del laboratorio #loptis. Ci faremo comunque carico di riunirle in questa pagina.

Aggiungete i vostri contributi a seguire il mio (Andreas ). Il modo che ho suggerito è a titolo di esempio, si può sicuramente migliorare.

Può essere che ad un certo punto ritroviate i vostri contributi rimaneggiati graficamente oppure spostati. Questo può succedere in seguito al mio lavoro di "giardinaggio" del wiki e di mantenimento dell'ordine cronologico dei contributi. In seguito vedremo se sarà il caso di riorganizzare tutto questo.

Per ora iniziamo così. Se i contributi dovessero crescere oltre una certa misura, potremo ridiscutere l'organizzazione, per esempio generando una pagina per ciascuna persona. Ma partiamo in modo semplice.

Indice dei contributi (si aggiorna da solo: saltatelo)

Andreas | Nicoletta | Nicoletta & Antonella | Martina | Costantino | Mariano | Antonella | Antferri | Piermichele | Isa | Maria Grazia | Paolo | Loredana

Andreas

Giusto per illustrare l'inserimento del proprio contributo

  1. Inserisci una riga orizzontale, come quella sopra al titolo che ho appena scritto (tasto subito a sinistra di Link, nella barra di editing)
  2. Scrivi il tuo nome e dagli la formattazione 1. Heading, come ho fatto io nel titolo qui sopra: Andreas... Così facendo, l'indice dei contributi si aggiornerà automaticamente

Scrivi quindi il tuo testo, disponendo liberamente delle formattazioni disponibili nella barra di editing.

Se vuoi introdurre delle sezioni, separale attribuendo loro dei titoli che formatterai in modo 2. Heading, come segue.

Problemi

Per esempio io qui potrei scrivere che mi sono reso conto come di un sito web non si possa trasferire proprio tutto su una chiavetta USB. Eccetera.

Suggerimenti

Qui potrei proporre un uso alternativo della PirateBox o una pratica che non avevamo previsto.

Editing del wiki: mini-manuale

E qui metto qualche suggerimento per chi volesse cimentarsi con la versione dell'editore in modo testo.

Per editare una pagina basta premere Edit in cima alla finestra, a destra. Poi compare la barra con gli strumenti disponibili: grassetto, corsivo, sottolineato, stile del testo, eventuale tipo di titolo, elenchi numerati, elenchi puntati, linea orizzontale, link, immagine, widget , tabelle.

Insomma, i soliti comandi base che si trovano in tutti i software di elaborazione di testi. Ma andate a cliccare la freccia a destra del tasto Save. Nel menu che si apre, l'ultima voce è Wikitext. Ebbene, questo è il modo testo che abbiamo visto anche nei blog, quello nel quale al testo vero è proprio si può aggiungere la marcatura (markup), ovvero il codice che dice come il testo debba apparire.

Solo che nei wiki il codice di marcatura è un po' diverso, perché è concepito per rendere la scrittura più veloce di quanto non accada con l'HTML.

Perché scrivere in versione testo con i codici anziché usando i comodi comandi dell'editore visuale? Ma perché si possono fare molte più cose e perché, se l'editore visuale si ingarbuglia, con l'editore testuale si ha un maggior controllo della situazione.

Comunque lo vogliate usare, ecco alcuni riferimenti di aiuto:


Concludo qui il mio contributo che funge da esempioLaboratorio Online Permanente di Tecnologie Internet per la Scuola

Tocca a voi. Ognuno aggiunga qui di seguito il proprio contributo, separandolo dal precedente con una riga orizzontale.
Chi vuole può tornare ad aggiornare il testo in tempi successivi, non avrà che da cercare la propria sezione e alterarla.
Se trovate qualcosa di cambiato sarà per via di qualche aggiustamento grafico da parte dei gestori del Wiki, qualora nasca un po' di disordine. Può capitare, non è un problema.

Ecco, aggiungo la linea orizzontale che determina la fine del mio pezzo. Ora mi taccio.

Inserire commenti

Per aggiungere dei commenti agli interventi già presenti, basta cliccare sul pulsante Modifica, evidenziare il passo che si vuole commentare, cliccare sul pulsante Comment, inserire il proprio testo e poi salvare. Il commento è indicato da una piccola icona sul bordo destro del testo. (Roberto)

Nicoletta

Aggiornamenti qui : http://lnx.martinifrancesco.net/wordpress/?p=4879 e anche qui http://lnx.ovannini.it/blog/?p=2793, dove la PirateBox viene presenta ai genitori ed usata insieme a loro in classe.

Nicoletta & Antonella

Finora non c'era stata la possibilità di avviare la PirateBox: per la verità temevamo un lavoro aggiuntivo complicato...Invece oggi pomeriggio abbiamo finalmente preso in mano la questione e ci siamo rese conto di quanto sia facile l'uso. Domattina la utilizzeremo subito in classe: per la settimana del coding (vedi http://www.programmailfuturo.it/ e http://codeweek.eu/ ) infatti i nostri alunni stanno imparando le basi dell'html e stanno creando videogiochi con Scratch. Insomma... ci divertiremo!
Intanto seguite i nostri lavori in classe nel blog della scuola a questo url http://lnx.ovannini.it/blog/?tag=codeweek&paged=2. A presto!
ps: notizie dell'apertura della scatolina qui: http://lnx.martinifrancesco.net/wordpress/?p=4860

Martina

Perchè usare la Piratebox in classe?
Ciao a tutti.
Presento brevemente la sperimentazione iniziata in una mia classe inserendo qualche domanda e qualche richiesta.

La scuola, il contesto

Insegno in una scuola secondaria di primo grado di Milano. Attualmente traslocati in sede provvisoria possiamo solo contare sulle risorse degli alunni.

Strumentazione in uso

A seguito di una rapida ricognizione abbiamo deciso di partire utilizzando i cellulari degli alunni, loro cuffiette e sdoppiatori. Su 22 alunni 12 sono dotati di cellulari adatti allo scopo: con antenna wifi e con software che permette loro di visionare i video proposti.
Il lavoro è a coppie e basato sulla fruizione di video didattici realizzati per lo scopo.

Problemi da affrontare

Si accettano suggerimenti.
Il regolamento di istituto vieta esplicitamente l'uso del cellulare che deve essere tenuto spento per tutta la permanenza a scuola per motivi di sicurezza e privacy. Che fare?
Al momento sto lavorando molto insieme agli alunni sulla grossa responsabilità e fiducia che sto accordando loro. Abbiamo concordato insieme quali sono le regole per il loro utilizzo. E' stato spiegato esplicitamente che questo strumento non è più utilizzato come cellulare ma come strumento di lavoro didattico basato sulla fruizione a coppie di video. Accendono il cellulare e chiudono la connessione dati in modo da non potersi connette liberamente a internet. Devono connettersi esclusivamente alla piratebox e navigare all'interno di questa. Rimane il problema degli sms, delle telefonate ... non possono riceverne. E' chiaro che il cellulare acceso può comunque. Nel caso accada non possono rispondere né aprire i messaggi ricevuti (al momento non è accaduto nulla). Vietate foto, video ecc. se non esplicitamente richieste e supervisionate dall'insegnante.
(da non credere ma ieri ci è entrata in classe una libellula, giuro! Ecco ... trovandoci a Milano l'evento è rilevante ... l'ho catturata con attenzione e ho chiesto ad una alunna di fare una foto: quando ci lavoreremo con scienze abbiamo una foto tutta nostra. Non potevamo farci scappare l'occasione, no?! La libellual è stata naturalmente liberata)
In realtà ho chiesto che venga inserito nel POF una dicitura che permetta un uso didattico del cellulare ma le pressioni (che personalmente non mi sento proprio di non sentire anche mie) sono state tali che non hanno voluto nemmeno inserire il termine cellulare sostituendolo con un termine generico che lo includesse (device).

Una soluzione emersa

Discutendo con alcuni colleghi sul discorso cellulari in classe alla fine è emersa un'idea interessante. A casa ho due vecchi dispositivi senza sim ma con caratteristiche sufficienti per essere utilizzati:antenna wifi, schermo adeguato e possibilità di visionare i video. Li ho portati in classe per avere un numero maggiore di dispositivi in classe. Non avendo sim non c'è il problema che il cellulare venga usato come cellulare appunto. "Perché non fare togliere la SIM?". Francamente non me la sento di chiedere questo agli alunni e avere la responsabilità delle loro sim. Però magari qualcuno ha a casa dispositivi inutilizzati come nel mio caso. Proverò a a chiedere alle famiglie.

Didatticamente parlando

Accantonando queste difficoltà formali e normative ...
L'uso dei cellulari è bel accolto dagli alunni e al momento lo stanno utilizzando in modo responsabile, impegnati come sono ad utilizzarlo come nuovo strumento di lavoro. I video utilizzati sono scaricabili e liberamente utilizzabili in quanto in licenza CC-BY-SA.
Gli alunni l'anno scorso hanno prodotto loro video con esperimento di scienze che hanno realizzato a casa e documentato alla classe. Non siamo riusciti a trasferirli dal cell alla Piratebox. Provato solo una volta con un alunno, un video, un device. Da verificare peso del video, formato ... altro?

Dove reperire i video? HELP

Incominciano a scarseggiare i video: al momento ho utilizzato video miei (se qualche docente di matematica fosse interessato sono relativi ad un percorso sulla scomposizione e li trovate qui, scaricabili e utilizzabili dalla piratebox in quanto con licenza CC-BY-SA. A questo link trovate un esempio di attività che sto provando in classe: http://www.liblog.it/2014/03/09/dai-numeri-alle-formule-e-dalle-formule-ai-numeri/).
Utilizzabili in quanto scaricabili e con licenza adeguata ho trovato al momento i video di TED (molti in inglese ma con sottotitoli in italiano fruibili senza problemi e utilizzabili per introdurre in modo simpatico gli argomenti più vari).
Non sono riuscita a capire se sono altrettanto utilizzabili per la PB i video della Kahn Academy. A prima vista mi sembra di no ... risultano fruibili solo online ma potrei sbagliarmi.

Sì, sì ... sono conscia del fatto che i video si possono scaricare comunque con una certa facilità. Ma personalmente sto cercando risorse che l'autore mi autorizza esplicitamente a scaricare e diffondere liberamente.

COME SPIEGARE LA PIRATEBOX AGLI ALUNNI, AI COLLEGHI, AI GENITORI?

Chiedo a chi sta sperimentando e/o agli esperti dei suggerimenti per presentare lo strumento.
Agli alunni ho banalmente detto che questa scatoletta trasmette e riceve dati dalla e nella chiavetta USB fuxia (questo il colore attuale della chiavetta che utilizzo con la piratebox, caratteristica questa che mi ha permesso di fargli notare la presenza di una semplice chiavetta USB che conoscono benissimo e che usano con disinvoltura). Con i loro cellulari, ma anche se avessero a disposizione un qualunque dispositivo con antenna wifi (tablet, pc) possono navigare tra i contenuti che gli ho messo dentro. Non siamo connessi a internet, alla rete esterna, ma ad una semplice rete locale. Ho promesso loro che faremo anche questo esperimento: un inviato di cui posso fidarmi andrà per i corridoi a verificare la distanza massima di trasmissione della pb in classe.
Ad un incontro con 8 colleghi ho mostrato l'aggeggio che ho utilizzato per distribuire loro del materiale e le domande sono state: "ma chi paga la rete?", "ma se non ci fosse la rete wifi dell'istituto come si fa?" " ... quindi ti connetti alla rete dell'istituto e quindi al sito piratebox?", "ma quanto costa?" ... insomma ...
I genitori li affronterò nella prossima riunione. Qualcuno già per strada ...
Potremmo pensare ad una lezione, intervento per spiegare con chiarezza ma semplicità cosa è e perché usiamo la piratebox in classe? idee?

TO BE CONTINUED ... !

Costantino


Ciao, come al solito sono molto curioso e quando ho ricevuto il pacchetto ho immediatamente collegato il tutto e iniziato a navigare.
Ho un solo problema: per causa salute sono in questo momento a casa senza classe. Per cui mi diverto a seguire tutti i vostri ragionamenti e suggerimenti
Ciao
C.S.

Mariano

PirateBox/Portatile

Ho provato a realizzare una PirateBox/Portatile utilizzando il dispositivo TP-LINK TL-MR3040 invece del TP-LINK TL-MR3020 con alimentazione di rete, proposto da Andreas nel Laboratorio Online. Il dispositivo funziona perfettamente, conto di utilizzare la PirateBox/Portatile con le mie classi per lo scambio rapido delle risorse; elaborati prodotti dagli alunni e letture consigliate dall’insegnante. La PirateBox/Portatile risolve un problema di comunicazione con la classe, visto che in molte aule della mia scuola la rete locale wifi, non è accessibile agli studenti. Attraverso l'uso della PirateBox/Portatile voglio sperimentare con i miei alluni l'uso del dispositivo mobile in classe invitando gli stessi ad utilizzare il proprio dispositivo personale che spesso i ragazzi portano inutilmente a scuola. Altri dettagli sono disponibili sul mio blog elcito
Buon lavoro a tutti
mariano.maponi@gmail.com
Foto della PirateBox/Portatile
pb1.jpg























Antonella

Eccomi
Ho lasciato nel mio blog una traccia del primo approccio alla sperimentazione della PB in classe e ora ne parlo anche qui sul wiki.

La classe/la scuola

Insegno matematica, tecnologia e religione cattolica in due classi quarte di scuola primaria, in una scuola in provincia di Lecco (siamo a sud della provincia, proprio sul confine con le province di Milano-Brianza e Bergamo).

Che cosa volevo fare come prima attività

Partendo dal classico approccio legato alle vacanze volevo calcolare le distanze chilometriche tra il paese dove i ragazzi risiedono e le località di villeggiatura o meta di viaggi, ecc..; cosa che in effetti ho iniziato a fare utilizzando internet, l'alternativa sarebbe stata "chiedi a papà/mamma".
La scoperta fatta da loro tramite un sito ha una connotazione diversa e fa sentire gli alunni protagonisti.
L'attività ha lo scopo di dare il là al ripasso del sistema metrico decimale e all'approfondimento dei multipli del metro.
La scatolina mi sarebbe servita per completare una tabella in cui riportare i dati raccolti; avevo caricato sulla chiavetta una semplice tabella realizzata con write.

Criticità emersa

Sono stata in laboratorio dove abbiamo 18 postazioni (i ragazzi sono 21) e scopro che i pc sono collegati via cavo, non c'è il wifi.
In un primo momento mi sono rivolta ad un paio di colleghi che avevano visto in funzione la scatolina durante l'incontro con Andreas a giugno (laboratorio itinerante), ma, e me ne rendo conto soprattutto adesso che sono più lucida e non sotto l'influsso delle emozioni (delusione per non riuscire nell'intento di utilizzare la scatolina), mi danno un consiglio non adeguato: prendere un cavetto ethernet e collegare la scatolina al modem del laboratorio. Non lo faccio subito e scrivo della difficoltà sul blog. Andreas, nel suo commento all'articolo, mi fa intuire che la soluzione del cavetto non è molto adeguata e vanifica in parte la funzionalità della PB, quindi lascio perdere.

Che fare?

Credo di aver capito che in laboratorio l'uso della PirateBox sia da escludere.
Devo escogitare il piano B: ho pensato che potrei utilizzare i due-tre portatili e un paio di tablet che abbiamo a scuola e lavorare in classe a piccoli gruppi, in una delle due classi ho anche la Lim. Trattandosi di una scuola primaria non so se posso chiedere di portare da casa tablet, cellulari, pc; mi devo informare, ma non sono molto fiduciosa.
E pensare che ne avrebbero bisogno, proprio l'altro giorno, mentre stavo espletando le formalità relative al registro elettronico, un alunno mi dice che "la mamma non può vedere il registro, perchè non abbiamo il computer". Allora io domando:"Ma non hai il tablet? Me lo hai detto tu!". E lui:"Ma io credevo che per il registro serviva il computer!" Computer inteso evidentemente come monitor che "fa vedere"...

Se ci sono consigli, sono graditi!

Alla prossima

Antonella


Antferri

Salve a tutti. Sono Antonella Ferri
Per ora mi sono solo iscritta al wiki ... prossimamente il mio contributo riguardo la sperimentazione della Piratebox.

Diario di bordo
9 novembre 2014
Finalmente ho trovato un po' di tempo per la Piratebox. Mi pare funzioni perfettamente. Ho curiosato tra i contenuti, ho visto che ci sono anche 2 e-book di algebra. Ho seguito i tutorial di Andreas ... impeccabili!
Prossimo passo: inserimento di contenuti personali nella chiavetta usb. Vorrei tra l'altro provare ad utilizzare la piratebox per raccogliere esercitazioni fatte dai miei alunni (quasi)tutti dotati di tablet ...

11 novembre 2014
Oggi sono entrata nella mia classe seconda "media" , ho estratto dalla borsa la piratebox e l'ho collegata alla rete elettrica. Effetto Wow! Ovviamente anche l'adesivo non è passato inosservato ...Ho spiegato di cosa si tratta e cosa potremo fare con la scatolina. Chi aveva il tablet o l'Ipad si è connesso velocemente, qualche problema in più con gli smartphone. Non è stato possibile connettere il computer di classe collegato alla Lim ... vedrò di risolvere in seguito.
Aperta la home ... naturalmente la prima cosa che hanno notato è stata la chat . Ho scritto un breve messaggio e ho chiesto ai ragazzi di fare la stessa cosa scrivendo anche il nome del mittente. Qualcuno ha visto che è possibile identificarsi scrivendo il proprio nome al posto di anonimo. Dopo la ... raffica di messaggi, ho fatto scaricare due files pdf e ne abbiamo utilizzato uno per ripassare le operazioni con le frazioni.
Disabilitata la piratebox ho fatto ricercare i documenti affinché potessero rendersi conto dove il loro dispositivo li salva.

DOMANDA - La chat, che vorrei sperimentare per "micro-interrogazioni" veloci, potrebbe diventare, per alcuni alunni, elemento di distrazione .. anch'io chiedo se sia possibile disabilitarla temporaneamente.

Prossima lezione: esercitazione in classe da (consegnare) caricare nella piratebox.
Quindi: la novità è stata accolta con entusiasmo ed è servita e servirà per imparare a gestire con maggiore consapevolezza il dispositivo che i ragazzi si ritrovano tra le mani ... work in progress ...




Piermichele

Nei giorni scorsi sono finalmente riuscito a provare la Piratebox nelle mie classi (III, IV e V superiore). Qualcuno ha avuto qualche difficoltà in più di altri, ma alla fine tutti sono riusciti a connettersi con i loro cellulari, ad aprire la pagina iniziale e a vedere i materiali di prova che avevo caricato sulla chiavetta.
Ma l’attività che li ha maggiormente appassionati è stata, come prevedibile, la chat, tramite la quale potevano scambiarsi allegri messaggi di insulti reciproci senza rivelare la propria identità; il tutto era reso ancor più appassionante dall’amplificazione che la LIM assicurava agli scriventi.
Qui nasce pertanto la prima domanda: si può disattivare temporaneamente la chat? O, in alternativa, si può fare in modo che compaia un identificativo non modificabile di chi ha inviato il messaggio?
La seconda domanda richiede una premessa. Il mio punto di partenza è il seguente: non tutti i ragazzi sono dotati di tablet, ma tutti hanno un cellulare. Quindi se vogliamo svolgere attività interattive sfruttando la Piratebox, dobbiamo tenere presenti le dimensioni limitate dello schermo e la scarsa attitudine del cellulare alla scrittura di testi lunghi.
Aggiungo anche che per la distribuzione di materiali agli studenti abbiamo già a scuola uno strumento, ovvero una piattaforma Moodle. Quest’ultima però è utilizzabile più che altro da casa, in quanto la connessione wireless della scuola è ballerina e non ritengo giusto che si costringano gli studenti ad accollarsi le spese di connessione, con le inevitabili interruzioni del caso, oltretutto.
Quindi pensavo di utilizzare la Piratebox non tanto per scaricare materiali, quanto per attività interattive, come potrebbero essere verifiche volanti. Ma a questo punto ci sono due possibilità: 1) io preparo sulla chiavetta un modulo compilabile con un programma di trattamento testi, loro lo scaricano, lo compilano col cellulare e lo ricaricano; 2) metto loro a disposizione un piccolo sistema interattivo, simile ai quiz di Moodle, appunto, che permetta loro di rispondere direttamente, salvando le risposte in un database.
Il sistema 1 sarebbe molto più semplice da realizzare, ma ha due difetti: nel tempo che intercorre tra lo scaricamento e il ricaricamento del file, gli studenti potrebbero facilmente disconnettersi dalla Piratebox, connettersi a Internet e cercare lì le risposte, senza che io abbia la minima possibilità di accorgermene; inoltre compilare un file di testo concepito per uno schermo di 40 cm in uno di 5 cm non è molto agevole.
Rimane il secondo sistema, ma qui arriva finalmente la domanda: è tecnicamente possibile installare sulla chiavetta un programma che consenta di archiviare in un database le domande e le risposte? Se la risposta fosse sì in termini astratti, esiste un’applicazione sufficientemente leggera da poter essere caricata sulla chiavetta?
Ciao a tutti
Piermichele



Isa

La Piratebox con ... i docenti


Fino ad ieri ho provato la Piratebox a scuola con alcune colleghe, per vedere le "reazioni" da portatile, tablet e smartphone. Inoltre ho testato la copertura a seconda del posizionamento. Così sono nate delle curiosità che elencherò in seguito.
Ieri, però, ho tenuto un corso di formazione sulle competenze digitali per l'inclusione, in un istituto di Como. Un gruppo nutrito di docenti di tutti gli ordini scolastici, alcuni dotati di device personale, tutti con il cellulare. Spazio dotato di LIM, connessione wireless non disponibile, quella cablata molto ballerina.
Per distribuire tutorial e i software da utilizzare (versione portable e selezionati per avere massima compatibilità con tutte le tipologie di S.O.) ho tirato fuori la scatoletta magica. Temevo problemi, legati alle competenze non troppo elevate. Invece è andato tutto liscio! Connessi in due secondi da tablet e cellulare, qualche "intervento di aiuto" solo con windows dei pc e per recuperare i documenti dalla cartella download (metà non ritrova le cose scaricate, perché finiscono lì). La cosa ha scatenato l'interesse di chi a scuola non ha connessione (ebbene ci sono) e dei docenti delle scuole superiori, per la chiusura che diminuirebbe le problematiche del controllo della navigazione e per la banda mancante. Molte domande: costo, competenze richieste ... Ho fatto vedere il sito, magari qualche altro docente si mostrerà interessato.

Cose da approfondire ed esplorare

Anche io come il collega Piermichele ho cercato di capire se sia possibile far funzionare la chiavetta come server per condividere uno stesso documento collaborativamente. Fino ad ora, nei miei tentativi, ho sempre dovuto scaricare il programma e condividere successivamente il lavoro prodotto. Nel mio caso, mappe mentali e concettuali, in forma non più modificabile. Ho trovato un programma che dovrebbe funzionare in rete locale, devo approfondire e poi farò sapere.
A scuola una collega mi ha chiesto come condividere, senza troppi intoppi, la PirateBox. Non è comodo scambiare la chiavetta per caricare ognuno i suoi materiali. Usare chiavette personali, rende inutilizzabile la rete a chi non ha "infilato" la sua chiavetta nella PirateBox. Se, però, si usassero più scatoline, il loro segnale si sovrapporrebbe. Si potrebbe in fase di creazione o successivamente "dare un nome" leggermente diverso a ciascuna rete? Sarebbe molto complicato?
Per il momento, proverò a ragionare e cercare una soluzione per gli altri dubbi ed interrogativi



Maria Grazia


Dal post http://speculummaius.wordpress.com/2014/10/25/note-sparse-sulla-piratebox-loptis/Note sparse sulla PirateBox .

osted on 25 ottobre, 2014
2

external image pensando-alla-piratebox.png?w=297&h=300E mentre Andreas sta per intervenire al Linux Day fiorentino per parlare della sperimentazione in atto, io approfitto (consapevolmente in ritardo) di dare qualche feedback in merito, al momento più organizzativo che operativo.

Caratteristiche del contesto
Quest’anno sono in una nuova scuola e insegno geografia in 4 classi di terza primaria. Entro a far lezione per 2 ore una volta a settimana in 3 classi e 2 volte (per un’ora ciascuna) nella rimanente. Le aule sono sprovviste di LIM e di altra dotazione tecnologica. Quando occorre, utilizzo il mio portatile personale con il videoproiettore della scuola. Nell’auditorium, c’è una LIM che ho provato ad utilizzare per i video però l’ambiente è troppo dispersivo e rumoroso, causa vicinanza scuola dell’infanzia. Il laboratorio ha il solito rapporto 1 PC per 2/3 alunni ma mi permetterebbe di utilizzare solo i PC.

Prospettive di utilizzo
Dato il tempo limitato a mia disposizione (in cui va ricompreso trasporto e montaggio/smontaggio della postazione oppure lo spostamento dell’intero gruppo classe su e giù), quest’anno ritengo di utilizzare la PirateBox essenzialmente per creare la mia rete portatile, da cui attingere il materiale digitale di cui ho bisogno, senza incappare nelle cadute della rete di istituto. La soluzione BYOD, al momento, non la sto considerando per diversi motivi, rimandandola all’anno prossimo (se si rivelerà opportuna).

Test e caricamento materiali
Al momento, ho montato la PirateBox e provato a navigare con diversi device. Non ho ancora caricato nulla perché sto definendo l’assetto generale del setting di apprendimento “integrato”, da cui deriverà il formato e la tipologia di materiale che utilizzerò.
E per ora è tutto :)

Credits: l’immagine è stata creata rielaborando un simbolo della collezione ARASAAC con il logo della PirateBox trovato su PirateBox-Lille.

Paolo

PirateBox per conferenze

Per ora l'uso della PirateBox è stato limitato a situazioni con adulti durante il linuxday di Milano e il convegno Didattica Aperta a Torino. In entrambi i casi questo strumento è servito per distribuire materiale legato all'intervento fatto (nello specifico la dimostrazione e l'illustrazione della wiildos). Nel caso invece del convegno la PirateBox è servita anche per condividere le relazioni dei relatori in modo immediato con i presenti. Inoltre la chat ha permesso di avere degli scambi veloci di informazioni tra i partecipanti durante tutta la giornata.
Per ora quindi riscontro positivo anche dello strumento chat.

Loredana

Ciao a tutt* sono Loredana Semperlotti
Ringrazio Andreas per aver aperto questo spazio di condivisione.

PirateBox in classe

Devo essere sincera, ma non ho ancora sperimentato la PirateBox con i miei studenti in classe. Insegno in una scuola primaria e attualmente seguo due classi seconde. Porto avanti un progetto di cl@ssi 2.0 praticamente da sola. Dopo l'acquisto dei materiali sono stata impegnata dalla sistemazione degli stessi, dalla configurazione di pc e tablet e ovviamente dal lavoro di tutti i giorni.L'uso della PirateBox mi è sembrato subito abbastanza semplice ed accessibile, ma, come dicevo, ancora non l'ho sperimentata nella didattica. Trovo interessante l'idea del wiki, tra l'altro ne ho appena aperto uno, ma come devo fare per lavorarci con la "scatolina"?

Possibile utilizzo

Pensando alle chat mi è venuta in mente l'idea di un social di classe, chiuso quindi protetto. Dato che ormai questa forma di comunicazione è diventata inevitabile, un ambiente protetto e chiuso potrebbe essere una buona palestra. Cosa ne pensate?